Cammino Sinodale 2025-2026

Con  l’Assemblea sinodale diocesana 10-11 Ottobre  dal titolo “Chiesa sinodale missionaria serva dell’Evangelo di Gesù Cristo in questo nostro tempo”, si è segnato il passaggio cruciale tra la fase sapienziale (2023-2024), maturata dopo tre anni di ascolto e confronto e l’imminente fase profetica e attuativa (2025-2026).

Le certezze del cammino: l’accoglienza come segno del Regno

L’Arcivescovo, Mons. Corrado Lorefice, nel suo intervento conclusivo, ha tracciato il senso profondo del percorso compiuto:

“Abbiamo adesso qualche certezza in più: quella di essere nella logica del Regno. Forse avremo la gioia che tutti possano riconoscere le nostre comunità come luoghi in cui si sentono accolti non soltanto da noi, ma da quel Dio che Gesù ha rivelato; quel Dio che vuole raggiungere tutti, perché per Lui tutti sono figli amati”.

I frutti della fase sapienziale

Il lavoro svolto finora ha permesso di condensare le riflessioni emerse dalla fase narrativa in cinque ambiti prioritari. Attraverso il metodo della conversazione spirituale e il consolidamento dell’ascolto attivo, la Diocesi ha individuato “passi possibili” di rinnovamento su:

  • Missione: per una Chiesa in uscita.
  • Linguaggi: per comunicare il Vangelo oggi.
  • Formazione: per una fede matura e consapevole.
  • Strutture: per snellire la burocrazia a favore della pastorale.
  • Corresponsabilità: per valorizzare il ruolo dei laici.

Questi contributi sono confluiti nel documento diocesano che ha alimentato la sintesi nazionale della CEI, approvata nell’ottobre 2025, dal titolo significativo: “Lievito di pace e di speranza”.

Verso la fase profetica: le sfide per Palermo

Il Cammino sinodale prosegue ora verso la sua fase culminante (2024-2026), che mira a tradurre il discernimento in scelte pastorali concrete, in piena sintonia con lo spirito del Giubileo 2025.

A Palermo, il rinnovamento dello stile ecclesiale si tradurrà in azioni specifiche su tre fronti d’emergenza sociale ed ecclesiale:

  1. Rieducazione delle giovani generazioni: per offrire speranza e modelli positivi.
  2. Lotta alla malavita: come impegno costante di giustizia e liberazione evangelica.
  3. Inclusione: l’obiettivo resta quello di abitare il territorio senza lasciare indietro nessuno, trasformando la Chiesa in una vera “casa per tutti”.